Giugno è uno dei momenti in cui l’Oasi di Rovigo racconta meglio il motivo per cui esiste.
Guardandola da lontano si vede un prato.
Avvicinandosi, la prospettiva cambia completamente.
Ci sono fiori differenti, insetti differenti e momenti della giornata in cui alcune specie sembrano comparire dal nulla. Le api mellifere sono naturalmente le presenze più facili da riconoscere, ma intorno a loro si muove un sistema molto più complesso.
È proprio questa complessità che cerchiamo.
Un’Oasi Apistica non nasce per riempire semplicemente uno spazio di fiori. L’obiettivo è creare un ambiente nel quale le fioriture non siano tutte concentrate nello stesso momento e nel quale specie diverse possano trovare nutrimento e rifugio durante una parte quanto più lunga possibile dell’anno.
Qui a Rovigo abbiamo imparato molto osservando proprio il prato.
Negli anni abbiamo sperimentato miscugli e varietà diverse, perché quello che sulla carta sembra perfetto non necessariamente funziona allo stesso modo una volta seminato.
Contano il terreno.
Contano le piogge.
Conta la temperatura.
Conta persino la concorrenza tra le diverse piante.
Poi arrivano gli impollinatori e, senza bisogno di grafici, iniziano a darci alcune risposte.
Una fioritura molto visitata ci racconta qualcosa.
Una zona apparentemente bellissima ma quasi ignorata dagli insetti ce ne racconta un’altra.
È uno dei principi su cui è cresciuta Saving Bees: prima si crea l’habitat, poi si osserva ciò che la natura decide di farne.
Le vostre api adottate vivono qui dentro.
Ma l’Oasi non è stata costruita soltanto per loro.
È stata costruita perché attorno a un alveare possa tornare a esistere un intero ecosistema.
