Millefiori 2026: un paesaggio dentro un vasetto

In questi giorni il lavoro dell’apiario ha preso anche un’altra forma.

Quella del miele.

Abbiamo iniziato a invasettare il nostro Millefiori 2026.

Il nome può sembrare generico, ma in realtà il millefiori è esattamente il contrario: è profondamente legato a un luogo e a una stagione.

Non proviene prevalentemente da una sola specie vegetale.

È il risultato delle tante fioriture che le api hanno incontrato durante i loro voli.

Piante spontanee, coltivate, piccoli fiori che crescono lungo i margini dei terreni e tutte quelle presenze vegetali che insieme compongono il paesaggio delle nostre campagne.

È anche per questo che un millefiori non è mai perfettamente uguale a quello dell’anno precedente.

Cambiano le piogge.

Cambiano le temperature.

Cambiano le fioriture.

Cambiano le scelte delle api.

Noi possiamo posizionare le arnie e prendercene cura.

Ma l’ultima parola spetta sempre a loro e al territorio.

Quando versiamo il miele nei vasetti, quindi, non stiamo soltanto raccogliendo qualcosa prodotto dall’alveare.

Stiamo raccogliendo un piccolo pezzo dell’annata appena trascorsa.

Millefiori 2026.

Il nostro modo preferito di conservare l’estate.

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