Entrare in un alveare significa cambiare completamente scala.
Da fuori vediamo una scatola di legno, qualche ape che entra, qualcuna che esce.
Dentro ci sono decine di migliaia di individui.
Ci sono api che stanno tornando dai campi, api che stanno lavorando la cera, altre che si occupano delle larve, altre ancora che custodiscono l’ingresso.
E poi c’è quel movimento continuo che nelle fotografie sembra quasi caotico ma che, osservato abbastanza a lungo, comincia ad avere un ordine.
In estate tutto questo diventa ancora più evidente.
Nelle campagne intorno a Modica il sole arriva presto, le giornate sono lunghe e l’attività dell’alveare cambia insieme alla temperatura.
Le ore migliori per bottinare non sono necessariamente quelle più calde. Le api imparano a sfruttare i momenti della giornata in cui trovano nettare, polline e condizioni più favorevoli.
Anche per noi apicoltori cambia il ritmo.
Lavorare con le api significa imparare rapidamente che l’orologio conta meno del meteo, delle fioriture e di quello che sta succedendo dentro ogni famiglia.
Non esistono due giornate perfettamente identiche.
Ed è probabilmente una delle ragioni per cui continuiamo ad aprire un’arnia con la stessa curiosità della prima volta.
Oggi vi abbiamo portato con noi, per qualche minuto, lì dentro.
