Quando ogni fioritura conta un po’ di più

Agosto cambia il volto dell’Oasi.

Il caldo delle settimane precedenti si vede anche nella vegetazione. Alcune fioriture che accompagnavano l’inizio dell’estate sono ormai concluse, altre resistono e altre ancora iniziano proprio quando gran parte del prato sembra rallentare.

Per gli impollinatori questa successione è fondamentale.

Non basta avere moltissimi fiori per qualche settimana.

Un habitat realmente utile dovrebbe riuscire, per quanto possibile, a offrire risorse prima, durante e dopo i grandi picchi di fioritura.

È uno degli aspetti che osserviamo con maggiore attenzione qui a Rovigo.

In agosto diventa molto facile capire perché.

Quando le risorse si fanno meno abbondanti, una macchia ancora in fiore assume un’importanza completamente diversa.

Le api mellifere possono spostarsi su un territorio molto ampio, ma nell’Oasi non pensiamo soltanto a loro.

Esistono moltissimi altri impollinatori, alcuni con raggi di movimento molto più piccoli e necessità differenti.

Per questo creare biodiversità significa anche cercare continuità.

Non possiamo comandare la pioggia né decidere quanto durerà una stagione particolarmente calda.

Possiamo però progettare il territorio in modo che sia un po’ più resiliente.

Agosto ce lo ricorda ogni anno.

Un prato fiorito non è una fotografia.

È una sequenza.

E spesso sono proprio i momenti in cui ci sono meno fiori a dirci se abbiamo costruito bene quella sequenza.

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